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III Congresso Nazionale FNOPI – La gestione infermieristica dell’alessitimia e dell’autolesionismo nei giovani adulti: uno studio osservazionale prospettico

Pubblicato il "23 Marzo 2025"

Dal 20 al 22 marzo 2025, la Società Italiana di Scienze Infermieristiche in Salute Mentale (SISISM) ha preso parte al III Congresso Nazionale FNOPI, svoltosi presso il Palacongressi di Rimini, contribuendo attivamente al confronto nazionale sui temi dell’innovazione, delle sfide emergenti e delle soluzioni organizzative e assistenziali per la professione infermieristica.

All’interno di un evento che ha riunito migliaia di infermieri, rappresentanti istituzionali, enti formativi e società scientifiche, la SISISM ha portato il proprio contributo scientifico e culturale sul campo della salute mentale e psichiatria, ambito caratterizzato da elevata complessità clinica, relazionale e organizzativa. Gli interventi presentati si collocano nel solco di una visione dell’assistenza infermieristica fondata su evidenze scientifiche, centralità della persona, integrazione multiprofessionale e sviluppo di competenze avanzate.


La gestione infermieristica dell’alessitimia e dell’autolesionismo nei giovani adulti: uno studio osservazionale prospettico

L’autolesionismo rappresenta un fenomeno clinico e sociale di crescente rilevanza tra adolescenti e giovani adulti, frequentemente associato a difficoltà nella regolazione emotiva, a disturbi internalizzanti e a vissuti traumatici precoci. In tale contesto, l’alessitimia — intesa come compromissione della capacità di riconoscere, modulare ed esprimere le emozioni — emerge come fattore psicologico critico nel favorire e mantenere comportamenti autolesionistici non suicidari.

L’intervento presentato dalla Società Italiana di Scienze Infermieristiche in Salute Mentale (SISISM) propone un’analisi sistematica del rapporto tra alessitimia e autolesionismo nei giovani adulti, valorizzando il contributo infermieristico nella valutazione precoce, nella lettura dei fattori di rischio e nella costruzione di strategie preventive mirate. Lo studio, di tipo osservazionale prospettico, integra una revisione della letteratura scientifica internazionale con la raccolta di dati tramite strumenti validati, quali il Childhood Trauma Questionnaire (CTQ) e il Deliberate Self-Harm Inventory (DSHI), applicati a un campione di soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

I risultati evidenziano una correlazione significativa tra esperienze traumatiche infantili, in particolare negligenza emotiva e fisica, e la presenza di comportamenti autolesionistici ripetuti e di maggiore gravità. L’assenza di un adeguato supporto familiare e la difficoltà di elaborazione emotiva risultano elementi centrali nel profilo di vulnerabilità, delineando un quadro complesso che richiede interventi integrati e multiprofessionali. In questo scenario, la gestione infermieristica assume un ruolo strategico nell’intercettare precocemente il disagio emotivo, promuovere percorsi di cura appropriati e sostenere la persona nella costruzione di competenze di consapevolezza e regolazione emotiva.

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